Forse non sapevate che…

Un paio di cose utili da sapere prima di cominciare!

1. L’arabo si scrive da destra a sinistra, salvo le cifre che seguono il senso contrario.

2. Possiede 28 lettere (ḥurūf حروف):   

  • 25 consonanti (ḥurūf sākinah حروف ساكنة);
  • 3 consonanti deboli (ḥurūf ˁillah حروف علة) così chiamate perchè spesso si trasformano l’una nell’altra e, all’occorrenza, prendono il valore di vocali lunghe.

3. La scrittura è corsiva: non si usa né maiuscolo né stampatello.

4. Essendo la scrittura corsiva, le lettere si scrivono sempre legate tra loro e si trasformano sensibilmente a seconda della loro posizione iniziale, centrale o finale nella parola. Vi sono sei lettere che si legano alla lettera che precede ma mai alla quella che segue.

5. Esistono dei segni supplementari (al-ḥarakāt الحركات) che, posti esternamente alle parole, forniscono utili indicazioni per la lettura, indicano infatti: le vocali brevi, l’assenza di vocale e il raddoppiamento delle consonanti. Chi possiede la completa padronanza della lingua può farne a meno riuscendo a integrare la vocalizzazione giusta in base alla strutture grammaticali e al contesto, ecco perchè nei testi di uso comune non sono mai presenti e vengono invece riservati a testi particolari (il Corano, i libri di lettura per bambini, i testi poetici…)

6. Vi sono altri sei caratteri particolari, non vere e proprie lettere ma derivati da queste, che hanno valore talvolta fonologico, talvolta morfologico, talvolta grafico.

7. Le lettere dell’alfabeto si dividono in:

  • 14 solari (aš-šamsiyyah الشمسية) che si assimilano all’articolo;
  • 14 lunari (al-qamariyyah القمرية) che non si assimilano all’articolo.

من الخليج إلى المحيط

Giusto un breve preambolo sulla lingua araba e sulla sua multiforme personalità.

Inserito nella grande famiglia linguistica afro-asiatica, l’arabo è il ramo più giovane del gruppo cosiddetto semitico. Oggi è la lingua madre di circa 250 mila persone delle più varie etnie e religioni, dislocate in un area geografica che va dal Golfo all’Oceano (min al-ḫalīğ ilà-l-muḥīṭ  من الخليج إلى المحيط). Incalcolabile è il numero di persone che parla arabo come seconda lingua, lingua veicolare o lingua del culto.

La nascita naturale dell’arabo avvenne intorno al III secolo. Durante la ğāhiliyyah (الجاهلية), era l’idioma in cui  i poeti delle tribù beduine del deserto arabo componevano i loro versi. Nel VII secolo  il califfo ˁUṯmān (عثمان) completa l’opera di redazione del Corano (القرآن). Tale evento rappresenta la nascita ufficiale dell’arabo classico : infatti grazie a questa redazione vengono definiti i canoni della lingua. Dal VII al XIII secolo l’arabo conosce un’espansione geografica che va dal Nord Africa al Medio Oriente inteso fino ai confini con l’Iran.  Dal XIII secolo inizia un periodo di letargo che durerà fino alla fine del XVIII secolo. L’arabo classico diventa una sorta di lingua elitaria utilizzata solamente dai letterati di professione: questo fa sì che si apra sempre di più la forbice tra  lingua letteraria e lingua quotidiana: una diglossia presente ancora oggi in tutti i paesi arabi. Dall’inizio del XIX secolo la Nahḍah ( النهضة‎), il risveglio letterario, promuove un movimento che rinnova la lingua donandole nuova vita: dall’arabo classico nasce l’arabo standard contemporaneo: la lingua ufficiale dei 21 stati consociati nella Lega Araba; quella che viene insegnata nelle scuole arabe dalle elementari al liceo, quella in cui compongono gli scrittori del XX secolo, quella dell’informazione (quotidiani, radio e tv), quella delle lezioni universitarie…e quella che vi presenterò in questo blog! Non esistono arabofoni madrelingua di ˁarabiyyah fuṣḥà (عربية فصحى); così gli arabi chiamano lo standard, ma solamente di ˁāmmiyyah (عامية) ossia delle numerose varianti regionali di arabo. Nonostante tutto, lo standard, è uno straordinario strumento di comunicazione  che permette di essere capiti pressochè ovunque  ed è, in ogni caso, la porta principale che conduce ai dialetti.

Ecco la buona occasione che offre l’arabo: quella di affacciarsi su un mondo che a volte sembra essere così lontano, e invece confina col nostro!

Una buona occasione.

فرصة سعيدة (furṣah saʿīdah) è quello che in italiano si direbbe una buona occasione.

Quando, nella vita, ci si imbatte in qualcuno e si ha il piacere di fare la sua conoscenza, allora ! فرصة سعيدة, cioè è stata una buona occasione incontrarsi. Questo blog sarà dunque un ottimo posto, se vorrete, per fare conoscenza con l’arabo.

Dato che la lingua (qualsiasi lingua!) è solo la punta dell’iceberg, ovvero un mezzo attraverso cui ogni società palesa alle altre la propria maniera di pensare il mondo, tenetevi pronti a cimentarvi in un’interpretazione della vita diversa dalla vostra. Altri modi di esprimere i sentimenti, di mangiare, di rispettare gli orari, di corteggiare una donna, di allevare un bambino, di raccontare una barzelletta, altri modi di creare arte.

Coraggio…il viaggio è lungo, ed è appena all’inizio!

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