من الخليج إلى المحيط

Giusto un breve preambolo sulla lingua araba e sulla sua multiforme personalità.

Inserito nella grande famiglia linguistica afro-asiatica, l’arabo è il ramo più giovane del gruppo cosiddetto semitico. Oggi è la lingua madre di circa 250 mila persone delle più varie etnie e religioni, dislocate in un area geografica che va dal Golfo all’Oceano (min al-ḫalīğ ilà-l-muḥīṭ  من الخليج إلى المحيط). Incalcolabile è il numero di persone che parla arabo come seconda lingua, lingua veicolare o lingua del culto.

La nascita naturale dell’arabo avvenne intorno al III secolo. Durante la ğāhiliyyah (الجاهلية), era l’idioma in cui  i poeti delle tribù beduine del deserto arabo componevano i loro versi. Nel VII secolo  il califfo ˁUṯmān (عثمان) completa l’opera di redazione del Corano (القرآن). Tale evento rappresenta la nascita ufficiale dell’arabo classico : infatti grazie a questa redazione vengono definiti i canoni della lingua. Dal VII al XIII secolo l’arabo conosce un’espansione geografica che va dal Nord Africa al Medio Oriente inteso fino ai confini con l’Iran.  Dal XIII secolo inizia un periodo di letargo che durerà fino alla fine del XVIII secolo. L’arabo classico diventa una sorta di lingua elitaria utilizzata solamente dai letterati di professione: questo fa sì che si apra sempre di più la forbice tra  lingua letteraria e lingua quotidiana: una diglossia presente ancora oggi in tutti i paesi arabi. Dall’inizio del XIX secolo la Nahḍah ( النهضة‎), il risveglio letterario, promuove un movimento che rinnova la lingua donandole nuova vita: dall’arabo classico nasce l’arabo standard contemporaneo: la lingua ufficiale dei 21 stati consociati nella Lega Araba; quella che viene insegnata nelle scuole arabe dalle elementari al liceo, quella in cui compongono gli scrittori del XX secolo, quella dell’informazione (quotidiani, radio e tv), quella delle lezioni universitarie…e quella che vi presenterò in questo blog! Non esistono arabofoni madrelingua di ˁarabiyyah fuṣḥà (عربية فصحى); così gli arabi chiamano lo standard, ma solamente di ˁāmmiyyah (عامية) ossia delle numerose varianti regionali di arabo. Nonostante tutto, lo standard, è uno straordinario strumento di comunicazione  che permette di essere capiti pressochè ovunque  ed è, in ogni caso, la porta principale che conduce ai dialetti.

Ecco la buona occasione che offre l’arabo: quella di affacciarsi su un mondo che a volte sembra essere così lontano, e invece confina col nostro!

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